domenica 26 aprile 2009

EGLI TARDA A VENIRE E IL CUORE E' SPENTO


Egli tarda a venire e il cuore è spento
come un bracere su cui cade l'acqua.
La sua distanza mi fa forsennata
e mi cadono in cuore
i suoi begli occhi come due pietre rosse
dai colori di sangue.
E' questo il mio mutare d'amore.

Alda Merini

http://www.youtube.com/watch?v=0nPHas-zy20

I VENTI...

Anche i cieli girano continuamente in tondo, la luna cresce e i pianeti mantengono un moto costante, l'aria è agitata dai venti e le maree montano e poi rifliscono: senza dubbio per conservarsi e insegnraci che dovremmo sempre essere in movimento.

Contro la malattia della malinconia non c'è nulla di meglio cha cambiar aria, vagabondare qua e là, come quei tartari zalmoensi che vivono in orde e colgono le opportunità che loro offrono i tempi, luoghi e le stagioni.


Robert Burt.

http://www.youtube.com/watch?v=4iflub5U89g

http://www.youtube.com/watch?v=s6D_UfSKzcM

SI DICE


Si dice che Amore nascesse libero e che poi venisse impigliato nei veli di una cetra, anzi nelle sue corde.
Ma poiché Amore era tenero e soprattutto era fanciullo
le corde gli procurarono ampie ferite.
Così il tuo fallo meraviglioso
mi ha dato una cicatrice nell'anima che mi ferirà a morte.

A. Merini

http://www.youtube.com/watch?v=rH9ysilcDjA

CLOCHARD


31-03-2007

Ero a conoscenza della tua menzogna. Mentivi con te stesso e con chi ti amava. Una menzogna che ti sei fatto crescere dentro e che ha preso le sembianze di un male invalidante. Io sapevo la verità ma te non volevi rivelarmi il suo volto. Hai voluto allontanarmi da ciò che già sapevo. Mi hai mentito, proprio te che mi parlavi di un altro tipo di finale. Mi hai giurato un amore he era già esaurito, una passione che si era già spenta, hai giurato di offrirmi un corpo che ormai era malato.
Hai lasciato che le mie paure si concretizzassero, che il mio dolore esplodesse. Mi hai lasciata sola su questo marciapiede. Sono qui accovacciata con dei cenci addosso, maleodorante e sofferente. Qualcuno mi ha preso a calci e non riesco ad alzarmi.

Anna Valente

http://www.youtube.com/watch?v=bhaO1jO_qzk&feature=fvsr

SPIRALE


Un giorno un fabbro mi ha regalato una spirale di ferro battuto. L'ho appesa in camera. La guardavo e non capivo perché mi piacesse. Una vecchia hippy americana mi disse di guardarla attentamente perché prima o poi ne avrei scoperto il significato. Continuavo a fissare quella spirale appesa di fronte alla finestra. Ne vidi il significato in controluce e lo vidi al buio. Lo vidi e ringraziai in silenzio quell'uomo per quel regalo.

"Ad ogni spirale,

Ad ogni inizio che troverà una fine, ad ogni fine che avrà un nuovo inizio.

Ad ogni gioia che accoglierà il dolore e ad ogni dolore che troverà la gioia.

Ad ogni perdita che scoprirà un ritrovamento e ad ogni scoperta che diventerà
perdita.

Ad ogni vita che si spegnerà in morte e ad ogni morte che troverà nuova vita".

Ah, vita insidiosa,
incantevole vivere,
solletichi la mia curiosità e mi parli di proiezioni, di sogni e luoghi vissuti.
Emozioni impazzite, perdute,
libri che si sfogliano ansiosi.
Respiri, pelle, labbra e brezza che mi spazzano via.
Sono solo passione.
Ah ingannevole spirale,
incantevole vivere,
scorri come fiume in piena,
ti osservo come spettatrice seduta su questa riva,
e mi fai udire l'eco di questa straziante sofferenza.
Sono così permeabile.

Anna Valente


ESISTE IL MOVINENTO IN LINEA RETTA?

PER COMPRENDERE IL SIGNIFICATO DELLA NOSTRA ESISTENZA, OCCORRE TORNA AL PUNTO DI PARTENZA.
OCCORRE FINIRE DOVE SI COMINCIA; E DATO CHE COMINCIATE DA DIO, DOVETE TORNARE A DIO.

SVAMI VIVEKANANDA

http://www.youtube.com/watch?v=y_zhZeRNfSg&feature=fvw

venerdì 24 aprile 2009

AFORISMI E MAGIE





IN ONORE ALLA GRANDE MAESTRA, ALDA MERINI

"La superficialità mi inquieta ma il profondo mi uccide".

"Più mi lascio sola e più splendo".

"Il grado di libertà di un uomo si misura dall'intensità dei suoi sogni".

"Dio teme una cosa sola: l'ignoranza degli angeli".

" Si può essere qualcuno semplicemente pensando".

"La mente è il peso aspecifico del corpo".

"Il calore della mente è superiore a quello dell'eros".

"I quadri sono come le donne: non vogliono essere capiti".

"E' un filosofo puro il poeta, che va sulle montagne a cogliere l'ultima stella".

" Se i ricchi hanno il pelo sullo stomaco io sono un buon rasoio".

"Il buio è la mia intimità".

"La preparzione alla morte dura una vita intera".

"Nietzche morì di dubbio".

"Le sgualdrine non uccidono mai le proprie vittime".

"Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri".

"Mi sono sempre uccisa da sola".

"Sono più furba di Re Erode perchè salvo i bambini".

"Il sospiro è la chiusura della parola".

"Se il poeta capisse ciò che scrive sarebbe un perdigiorno".

"Il cielo è la dimensione schiusa del nostro destino".

"Il principio attivo di ogni creatura umana è la sua solitudine".

"Gesù è il più grande favolista di tutti i tempi".

"Il male non ha vegetazione".

"Chi mi guarda rimarrà eternamente confuso".

"In ogni conchiglia c'è il buio del mare".

"Il poeta non rigetta mai le proprie ombre".

"Il prodigio della morte è l'arte di saper attendere in eterno".

"La donna è qualcosa di misterioso che sta tra il canto e la metafora".

"Anche la follia merita i suoi applausi".

"Attualmente non mi conosco".

"Si impara a vivere quando si impara a morire".

"Io sono più grande di ogni tradimento".

"Chi tace spaventa".

"Io amo ciò che non si dice".

"Tutte le ombre hanno le loro vertigini".

"Il sogno canta su una corda sola".

"Non sono una donna addomesticabile".


Alda Merini


http://www.youtube.com/watch?v=ZndZqVSzSIs

Il madrigale appassionato di García Lorca


"Che la mia carne fosse la tua carne"...

Ecco l' amore che non si accontenta di possedere la mente, il corpo e le attenzioni dell'essere amato, ma pretende di impregnarne l'essenza con la propria, in una fusione di carne, sangue e di pensieri.



Vorrei restare nelle tue labbra
Per estinguermi nella neve
Dei tuoi denti.

Vorrei restare nel tuo petto
Per dissolvermi in sangue.

Vorrei fra i tuoi capelli
D'oro per sempre sognare,

Che il cuore si facesse
Tomba del mio che soffre,

Che la mia carne fosse la tua carne,
Che la mia fronte fosse la tua fronte.

Vorrei che l'intera anima mia
Entrasse nel tuo corpo minuto,

Ed essere io il tuo pensiero,
Ed essere io la tua veste bianca,

Perchè tu t'innamori di me
Con passione così ardente
Da consumarti mentre mi cerchi
Senza ormai più potermi trovare.

Perchè tu te ne vada gridando
Il mio nome verso i tramonti,
Domandando di me all'acqua,
Bevendo triste le amarezze
Disseminate lungo il sentiero
Dal mio cuore nell'amarti.

E intanto io penetrerò
Nel tuo dolce e fragile corpo,
Divenendo, oh donna, te stessa,
E restando per sempre in te,
Mentre tu invano mi cercherai
Da Oriente fino a Occidente,
Finchè in ultimo, ci arderà
La grigia fiamma della morte.

Federico García Lorca


http://www.youtube.com/watch?v=-ebtjgK8NNU&feature=channel

ACCAREZZO LA LUNA DEI TUOI SOGNI


Accarezzo
la luna dei tuoi sogni
le stelle dei tuoi respiri
e vivo questo grande amore

Ho navigato nei tuoi sorrisi
ho viaggiato lungo il tuo corpo
e ho trovato in te
il mio porto di amore

Sei la stella del mio dolce mattino
sei l'onda dei miei desideri
il fuoco delle mie passioni
l'oceano d'amore
di questo mio cuore vuoto.


Alvaro Santo


http://www.youtube.com/watch?v=HL8k14tXNzM&feature=PlayList&p=63FD8AD120422DA9&playnext=1&playnext_from=PL&index=33

giovedì 23 aprile 2009

JAZZ



24-07-2008

"jazz come flauto nella nebbia che rischiara i miei pensieri".

L'AMORE É JAZZ: IMPROVVISAZIONE, POLIRITMIA, PROGRESSIONE ARMONICA.

Anna Valente

Jazz è lasciare che la luce brilli, lasciarla essere, lasciarla esistere. (Keith Jarrett).

- Quando non sai cos'è allora è jazz!
- Lui suonava la tastiera come una piccola cascata di perle su un pavimento di marmo..Le sue mani erano come farfalle..Era il più grande solleticatore d'avorio dei sette mari. (Novecento)


http://www.youtube.com/watch?v=abJrGmqz4rw
http://www.youtube.com/watch?v=wO9si26qB0s
http://.youtube.com/watch?v=Rpcnwbfiz7E

A TE FRATELLO: PUGLIA, IL MIO VIAGGIO BREVE






Un lungo viaggio. Piedi scalzi, capelli scompigliati, briciole di pane sui sedili, Autogrill e toilette che puzzano di urina e detersivo. Vedo le monetine rimbalzare su un piattino fuori dai bagni, e le porte a vetri chiudersi dietro di me. E’ di nuovo Autogrill, è di nuovo mettermi in movimento, questa volta verso le mie origini, verso una nuova perdita.
Apro il finestrino e urlo: “ Papà questo è profumo di Puglia”. I miei genitori in macchina ridono increduli che io possa apprezzare quell’odore. Ma per me è inconfondibile. È un gradevolissimo profumo di rosmarino e di timo e di mare e di asfalto caldo.
Siamo giunti: case bianche, strade rotte, terre rosse, aride e incantevoli ulivi che sfilano l’uno a fianco all’altro.
Finalmente mi appare la scaletta dorata di mia nonna. E sono file di persone appoggiate ai gradini, al corrimano, al muro di casa, sulla strada. Entro e tutto è scuro. Volti tristi, file di sedie, vestiti neri. Papà ha pianto. E’ stata la prima volta che ho visto piangere papà. La nonna era lì che dormiva e quasi sorrideva. Sembrava quasi beffeggiarsi rinchiusa nella sua ilarità. Lei, con la sua forza stravolgente, sapeva gustarsi la vita. Lei, era piccola, soda, scura e forte. Mi somigliava, aveva i miei stessi occhi allungati. Pregava a voce alta e sapeva comunicare con gli angeli. A volte mi chiedevo se mai vedesse qualcosa che io non riuscissi a vedere. E io ho scritto il suo nome in un morbido Addio: ho preso un legnetto e l’ho inciso sulla malta non ancora indurita, su quella che sarà la sua nuova casa in quel loculo temporaneo del suo tempio.
Canzonette, liriche e ipocrisia nei volti di chi va ai funerali per giudicare, per curiosare nelle case. Voci sussurrano: “ ci eti quera bedda vagnona?” “ Eti la figlia dellu’Ntoni ca stai a Milanu. E sini, eti davveru una bedda vagnona. Ma tutti toi li fili dellu ‘Ntoni sontu beddi”(*).
Ipocrisia nei familiari che si uniscono attorno ad un comune cordoglio nonostante non conoscano nemmeno dove stiano di casa. Processioni di donne e uomini aderenti alle confraternite che reggono una croce, una tomba, hanno una lettera scarlatta appesa al collo, nella speranza di scontare i propri peccati. Redenzioni, tradizioni popolari. Un angolo d’Italia che non conosce modernità.
Ti muovi tra le strade avvolte dall’assolutezza del silenzio, in questo pomeriggio splendente di maggio, tra le crepe dei muri, tra olivi e cardi che ricoprono antichi ruderi. In questa terra gloriosa in cui dimorò Ercole, là dove splendeva la Messapia barbaramente assediata dai saraceni, squassata nelle viscere dai normanni e, invasa dagli arabi, è ancora medioevo. Una terra antica sopravvissuta alla sua storia. Degli antenati, qui sono rimaste sbiadite lapidi, desolate rocche. Ma sopra le macerie, i resti della case morte, ora si innalzano le mura delle nuove casette bianche che si sono trionfalmente fatte largo tra la quiete enigmatica del passato. E i suoi abitanti sembrano avere solo una visione parziale del mondo, perché ciò che conta è racchiuso in questi cumuli di pietre.
Esiste Erchie con la semplicità delle persone e la sicurezza delle piccole cose. Qui è bello esistere perché si è sicuri di ricevere visite al proprio funerale. Qui è facile scoprire l’amore. La gente si sceglie se si piace fisicamente, se la famiglia è raccomandabile. Qui le donne sono bellissime, con dieci euro l’estetista ti rimette a nuovo. Le case non badano a metrature, le matriarche non badano a spese per invitarti ai loro tavoli e dagli orti delle case la luce mattutina si riverbera tra le vetrate delle verande urlandoti Buongiorno, senza preavviso. I gatti saltano sui tetti quadrati ed uscendo da una casa entrano nell’altra. Qui i mercati si estendono in largo per tutto il paese e sono meglio della Rinascente. Qui è inutile difendere un albero o una covata di sporchi piccioni come in Lombardia. Qui è normale trovarsi sospesi tra i respiri del mare e delle anime racchiuse nelle foglie degli olivi. Qui il mondo si ferma e ciò che importa è la passione politica, forse quella autentica, con cui si urla nella piazze in tempo di elezioni. Qui le scelte e i risultati trovano spiegazioni facili, è Dio che vuole ciò, che si frappone tra il noi. Giustificazioni che rimettono nelle mani divine le proprie scelte.
Ma perché scervellarsi? Perché pensare così tanto come io sola so fare? Perché, non regredire e avere una visione parziale, dove tutto il mondo è questo incantevole paese uscito dalla cinematografia di Rubini?
Prendo la mia bicicletta e corro sulla spiaggia, tra le dune e la salina. Uno spettacolo meraviglioso: le specie rare di uccelli e la torre messapica in lontananza. Risalgo la duna e lo vedo… Il cuore mi salta in gola. Eccolo, nella sua maestosità, agitato e azzurro: il mare. Non esito, lascio cadere la mia bicicletta arrugginita e “puccio” i miei piedi, senza curarmi di togliermi le scarpe. Corro e salto. Il mare, il silenzio e io sola sulla spiaggia. Di nuovo quel profumo struggente di misto bruciato e timo, di fiori dello Ionio che si incanala tra le mie radici. Questo odore aspro e dolce di erba sembra il fiato di una vorace voglia di vivere del creato. Gli uomini passano, ma l’edera tra le pietre, il vento tra le onde, i gelsomini rigogliosi continuano per sempre. E quanto vorrei che te, ovunque tu sia, là dove ancora non ti ho trovato, possa condividere con me tutto questo. Ritorno indietro con la testa alla scorsa estate e al mio passato, a quelle stesse emozioni già vissute, che ho fatte scoprire. E ora nella mia solitudine, fisso l’orizzonte al tramonto e so che devo proseguire. Riprendo la mia bicicletta e ripercorro le strade polverose di sempre. La pioggia sottile rinfresca la mia pelle accaldata ancora da tutte quelle emozioni, dai ricordi, da quei pensieri che si susseguono, dal sudore di quel lungo pedalare, dalle notti insonni, dall’odore acre del lutto e dal profumo della vita.
Strade rotte, rovi e macchia selvatica. Questa è la mia Puglia piena di contraddizioni, gelosa della sua arcaicità, dell’insidia turistica. E forse tutto è un po’ bello così, nel suo essere selvatico, nel suo essere semplice.
Riprendo l’autostrada verso Milano. Anna, una costellazione di valori contrastanti, Anna che racchiude la parzialità nella totalità, si dirige verso casa, forse con malinconia, forse con senso critico. Ma sulla strada, all’uscita da Massafra riconosciamo la pescheria di sempre. Ultima tappa dovuta. Ah che paradiso! A presto Puglia.

Anna Valente

(*)Chi è quella bella ragazza? E’ la figlia di Antonio che vive a Milano. E si,è davvero una bella ragazza. Ma tutti e
due i figli di Antonio sono belli.


http://www.youtube.com/watch?v=0jryWN38HfQ

L'INGANNO DELLA MENZOGNA



22- 07-2008

Ciò che lascia inerme e inetto l'individuo svuotandolo di speranza e passioni è l'avidità causata dalla mancanza di amore.

Amore è potere. E' vita. E' sangue che scorre e che colora di luce i nostri corpi impalliditi.

Amore è liberazione dello spirito attraverso l'espressione del corpo.

La sessualità è liberazione. Ma se la liberazione del corpo non avviene sotto l'impulso dello spirito e della mente, essa è la menzogna che noi raccontiamo a noi stessi pur di vivere un infinitesimo attimo di gioia.

http://www.youtube.com/watch?v=HHEw_oPgT80&feature=fvw


Anna Valente

LE DUE PARTI DI ME


Sabato, 31 Marzo 2007

Quale senso di indifferenza che mi pervade. Vuoto, sentimenti congelati, rimandati indietro. Credo che quando la sofferenza tocchi la nota più dolente dell’anima a quel punto non resta che assorbirla e incassare il colpo come se nulla fosse successo. Accettazione come medicina, come purificazione, ritrovamento del sé, auto-conservazione. E con questo misto di rassegnazioni e consapevolezze mi dirigo verso la casa della mia analista. Stranamente non sto correndo, la calma mi fa tenere le mani ferme sul volante, mi fa assaporare le note melodiche di Lifegate. Non accelero, non rallento, la velocità è regolata dal mio piede che sprofonda con la giusta forza sul pedale. Alzo gli occhi al cielo e provo una strana sensazione. Il cielo è spezzato a metà. La parte a sinistra è grigia, uggiosa, malinconica e i palazzi in ombra, fatiscenti. L’altra parte, alla mia destra, è luminosa. Hai presente quella luce sottile che passa attraverso alle nuvole, capace di dare la sensazione che tutto ciò che ne è toccato sia dorato? Si riverbera sui palazzi in stile Liberty e ne conferisce un fascino irresistibile.
E’ in quell’istante che mi accorgo di essere ancora emozionabile, di non lasciarmi sfuggire i dettagli, quelle sensazioni che amplificano ogni istante della propria vita. Il cielo è tagliato a metà come me. Metà in luce e in metà in ombra. Il mio angolo visuale ha percezione sia della parte scura che di quella chiara, quasi si mescolano. Ma quella luce fioca è così penetrante da farmi star bene, accarezza la mia dolce sensibilità. Placa l’inettitudine e cancella via i pensieri. Mi libera. Forse l’avere raggiunto la massima profondità ti fa raggiungere la vera leggerezza.
Un pensiero, un istante, un viale. Le mani continuano a restare immobili sul volante e mi lascio attraversare da questa magia. Sospiro e ho già svoltato l’angolo.

http://www.youtube.com/watch?v=HYxmS4UNrWY

Il MIO BLOG: Racconti brevi e pensieri sparsi


C’era una volta un foglio bianco che desiderava essere riempito di pennellate di vita.  Racchiudeva