domenica 18 aprile 2010

PARANOIA



Non sono mai completamente distaccata dalla mia diffidenza. Sono piena di difese, aspetto sempre il momento in cui l’avversario mi riveli la sua vera identità, mi infligga il suo duro colpo. E’ sfida, studio strategico delle mosse altrui. Cerco di scrutare l’altra identità ribaltata, ciò che fa paura ad ogni uomo: l’altro volto nascosto, fatto di pensieri contrapposti, di intenzioni non rivelate. Ciò che ogni individuo teme è ciò che egli stesso ha, l’ombra, l’altra parte di sé in antitesi con ciò che di noi stessi esponiamo al mondo.
E’ difficile fare i conti con i propri fantasmi, con la propria falsità che giustifica scelte che noi mai avremmo contemplato nel nostro scenario chiamato vita. Il mio ruolo è quello della paladina ipocrita che vuole smascherare la falsità degli altri, la stessa che io ben conosco, perché io stessa possiedo. E’ quella che ferisce. Forse ferisce perché ne siamo stati vittime o forse perché noi ne siamo stati gli esecutori. Riconosciamo il male dell’ombra nascosta solo quando si rivela a noi nel ruolo di vittime.
E mi domando, come si fa a cercare di vivere seguendo il principio più etico, percorrendo la strada del bene e della sincerità se il male è insito dentro di noi? Non lo si può rinnegare completamente, perché quando meno ce ne accorgiamo esso emerge nei nostri pensieri. Spesso la stessa falsità assume sembianze positive in quanto omette reali percezioni, tentazioni, pensieri negativi, dubbi e tradimenti. E’ la falsità che tiene intatti i rapporti umani. Credo che questa sia l’ipocrisia più grande a cui l’essere umano dotato di intelligenza sia condannato. Come si fa a purificarsi del tutto da questo alone? Forse si raggiunge questo stato di elevazione solo quando si ama incondizionatamente. E a me, essere pensante, dotato di verità che lotta con le proprie ombre e con quelle altrui, non resta che vivere in paranoia.

Anna Valente

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