L’insofferenza quella sera si fece sentire nei loro cuori. Tutti i loro progetti si frantumarono contro la forza tagliente della cruda realtà. Si sentivano così lontani dai loro sogni, da ogni concreta realizzazione di un’unione serena.
Erano in macchina seduti l’uno a fianco all’altro e tra loro la presenza di una grigia malinconia. Dai finestrini si estendevano le campagne dorate della bassa padana. In lontananza un’abbazia, quasi sembrava di non essere nei pressi del capoluogo lombardo. Il fieno era disposto in una una linea retta perfetta, sul prato verde ben arato. Gli uccelli volavano a bassa quota. Tra loro ancora un pensiero comune: entrambi esclamarono: “ Guarda che meraviglia!”. Dal parabrezza si affacciava maestosa la rotondità di una luna brillante in contrasto con il cielo azzurro. Mai come quella sera era stato così limpido. Brillava davanti a loro quasi come magra consolazione, il barlume della nobile speranza.
Anna Valente
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