giovedì 10 agosto 2023

ROSETTA

E’ lì, seduta su una panchina, accanto all’uscio di casa, con gli occhi abbassati su un nuovo libro, da poco consegnato da un fattorino, nell’ultima casa timidamente nascosta sul lato sinistro di una ripida salita di Dorgali. Rosetta, è una donna anziana, minuta, dall’incarnato chiaro. Ha il viso incorniciato da un caschetto castano, la bocca accenna un sorriso rilassato con le labbra chiuse, mentre è assorta dalla sua lettura. Da dietro le lenti degli occhiali risaltano due occhi vigili e benevoli, rivolti ai suoi visitatori, turisti di passaggio che cercano alloggio nella sua storica casa di famiglia, dal color pesca, estesa su tre livelli, avvolti da una rampa di scale. La casa è circondata da folti alberi che ne conferiscono una piacevole ventilazione. Al piano terra si estende il cortiletto e un rigoglioso giardinetto, con un tavolino e due sedie, dove Rosetta è solita uscire a fare colazione. Al primo piano, sul pianerottolo d’arrivo, la sua piccola panchina di legno e poco dopo, l’ingresso di casa. Dalla finestra del suo salotto, l’affaccio sul cortile: in lontananza le montagne verdi e rocciose dell’entroterra nuorese, oltre le quali si estende il mare. Una pianta da interni, cresciuta troppo rigogliosamente, cerca di oltrepassare il soffitto e si erge di fronte alla finestra, facendone filtrare la luce. In casa si respira cultura e una storia intrisa di ricordi ormai lontani: sulle pareti i quadri stilizzati, sulle poltrone i cuscini in raso raffiguranti dei quadri di Klimt, nelle librerie i libri meticolosamente impilati e sul pianoforte qualche foto di famiglia incorniciata. Rosetta è una creatura a tratti allegra e a tratti consumata dalla nostalgia,a volte dalla solitudine che viene a trovarla nelle fredde giornate d’inverno. I suoi compagni fedeli sono i libri, che sfoglia con ardore da sempre. Le pagine sono luoghi lontani in cui lei può rifugiarsi con la sua fervida immaginazione, dove può allietare i suoi pensieri e tornare ad appassionarsi, a trasferire ai suoi allievi il nettare della cultura. Quanto sono lontani i tempi in cui insegnava ai suoi scolaretti sardi! Ma i suoi ricordi sono ancora molto vivi: lei ripercorre nella mente la vita di ciascun bambino e tutti i suoi tentativi di toglierli da un presente incerto, per destinarli ad un futuro più clemente. Ed ecco che può chiudere gli occhi, dalla penombra delle lenti dei suoi occhiali, per ricordare come tradizioni e dialetto si mescolavano con i sonetti ritmici dei cori sardi e con le fiabe di Rodari. Sfogliando i suoi libri, è come se si muovesse tra i banchetti dei suoi allievi, come se ripercorresse a ritroso una vita piena di soddisfazioni, tra i colori verdeggianti delle distese montagnine e l’azzurro del mare di Cala Luna, dove trascorreva le sue domeniche in famiglia. Le gite in barca, il pranzo in spiaggia, gelosamente preparato con cura dal mattino e avvolto dentro ad un canovaccio. Rosetta, esile e dolce, seduta accanto alla porta di casa, avvolta dalla freschezza mattutina del clima ventilato, in compagnia del suo gattino dal folto manto arancione, sorride ai suoi nuovi ospiti, affamati di vita e curiosità. Presto conosceranno le emozioni artistiche e culturali della Sardegna. Rosetta ha in serbo per loro un nuovo tesoro da sfogliare, i cui racconti li porteranno in un mondo magico e leggendario del mare incantevole del golfo di Orosei e delle montagne selvagge del Supramonte. A presto Rosetta e grazie per averci insegnato a stupirci. Alessandro, Anna, Gabriele ed Edoardo.

1 commento:

Vincenzo ha detto...

Rosetta. La mia vicina di casa ma ancor prima la mia Maestra di scuola. A lei devo tanto,tantissimo!
Complimenti per questo scritto mi sono commosso!❤️ Vincenzo.

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