lunedì 6 luglio 2009

LE TRAIETTORIE DELLE RONDINI


Ero sdraiata su un prato al tuo fianco. In qualsiasi direzione volgessi lo sguardo, mi si apriva davanti un sipario fatto di azzurro con un perpetuo stormire di uccelli. L’occhio vigile inseguiva la traiettoria del volo che tagliava il cielo con linee brevi e interrotte. Tratti di penna all’ inchiostro di china, rondini nere che inseguivano il vento. Ero assorta da quella natura e invidiavo quello sfrenato spirito di libertà che il mio cuore ribelle mi concedeva. Ho sempre avuto un dono, la trasformazione del linguaggio delle immagini in pensieri profondi, per poi trasferirli in linguaggi verbali. Ho condiviso con te il vibrare di quella melodia, il riecheggiare sinuoso del volo. Avvertivamo il gorgheggiare del vento sotto soffici nubi, mentre timidi sprazzi di luce facevano elevare il nostro animo al punto da farci innalzare e volare con l’immaginazione. Dunque, sdraiati entrambi, con la schiena accostata ai verdi prati, immaginavamo, chiudendo le palpebre, di trasformarci entrambi in quelle due rondini, raggiungerle ed esperire assieme a loro l’infinito, in un volo regolare. Solo equilibrio. La perfezione del volo, la correzione dell’apertura alare. Attesa e ripartenza. Inseguimento lento, coordinato. Stessa angolazione, movimenti armonici. Cambiamento di traiettoria improvvisa e adattamento costante al percorso del compagno. I miei occhi scuri sembravano illuminarsi di fronte all’invidia di quegli esemplari volatili. Due rondini in volo senza mai fermarsi, scrutatori del tutto dall’alto, senza mai toccare terra. I nostri occhi catturavano tale magia finché il sole morente scompariva dietro le nubi. E nel cielo restavano solo le linee rette, quasi impercettibili, di due rondini che si allontanavano in un volo aggraziato, sempre.

Anna Valente.

http://www.youtube.com/watch?v=p8uqulHJz7I

1 commento:

Anonimo ha detto...

notevole. grazie, mi è sembrato di essere lì a godermi quella magia.

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